Salvatore Del Coco nacque a Trepuzzi (le) il 24 febbraio 1933 e scomparve il 23 ottobre 1998.
Fin da bambino mise in evidenza le sue spiccate qualità artistiche: all’età di sette anni conseguì a Lecce il primo premio assoluto per la riproduzione dal vero di un bassorilievo.
Non ancora diplomato maestro d’Arte, fu assunto quale insegnante presso l’Istituto Statale d’Arte di Lecce e, a spese dello stesso istituto, visitò musei e gallerie a Milano, Firenze, Roma.
Per oltre due anni studiò e lavorò a Parigi, costruendosi una cultura tratta dall’osservazione diretta delle opere degli Impressionisti francesi. Frequentò gli atelier di numerosi artisti e lavorò inizialmente dipingendo cartelloni pubblicitari e cinematografici, poi realizzando ritratti e paesaggi parigini (una sua opera fu acquistata dal Ministero della Pubblica Istruzione a Parigi). Tali esperienze gli permisero di conoscere ambienti e tendenze dell’Arte europea negli anni ’50, di individuare le proprie attitudini artistiche e di prender consapevolezza delle proprie scelte stilistiche.
Tornato nel proprio paese, iniziò a insegnare, svolgendo gran parte della professione presso la scuola media statale “San Carlo Borromeo” di Ostuni. Qui sposò Claudia Vincenti ed ebbe tre figli.
Ostuni esercitò su di lui una fascino irresistibile: le strade, le case, gli scorci, le masserie, le case coloniche, i trulli, le piante e gli animali delle nostre campagne, il lavoro degli uomini, le faccende delle donne non furono per lui ambienti degradati, luoghi e individui rozzi da cui era necessario evolversi, come si reputava in quel periodo: Ostuni vecchia era la sua fonte di ispirazione, le case diroccate e ricoperte di strati di calce trasudavano storia, la storia fatta dalle storie degli umili. Il suo studio d’Arte fu, non a caso; in via Cattedrale e fu punto di incontro e osservatorio privilegiato di luci, suoni, odori e colori della “Terra”.
Partecipò a numerosi concorsi e rassegne di pittura, scultura e disegno a livello nazionale e internazionale, conseguendo lusinghieri consensi e salendo ben 133 volte sul podio della premiazione. Fu insignito di importanti nomine per meriti artistici e fu oggetto di tanta critica, tutta decisamente positiva, su periodici accreditati italiani e su qualificati cataloghi.
Ha tenuto numerose mostre personali nell’ambito dell’area pugliese per sviluppare ed approfondire un discorso pittorico, grafico e plastico di carattere essenzialmente meridionalista, ma ha anche partecipato a numerosissime collettive, fra le quali la mostra a Giulianova Lido per la Rassegna d’Arte “Casa degli Artisti”, esponendo insieme a Renato Guttuso, Pietro Annigoni, Salvatore Fiume, Gregorio Sciltian, Domenico Purificato, Emilio Greco, Ernesto Treccani ewd altri grandi Maestri dell’Arte italiana contemporanea.
Le opere di Salvatore Del Coco si trovano tanto in Italia, quanto all’estero, presso enti pubblici e privati e presso collezioni di illustri personalità del mondo della cultura, della politica, della Chiesa.
Oltre ad essere considerato validissimo pittore, Del Coco si è distinto anche per la grafica, la scultura e la poesia, essendo stato premiato in varie occasioni anche per queste espressioni. Secondo alcuni critici d’arte, Salvatore Del Coco è uno dei maggiori rappresentanti della pittura italiana della seconda metà del secolo scorso.
L’Amministrazione comunale di Ostuni nel 2008 ha intestato una via cittadina alla memoria di “Salvatore Del Coco, pittore e scultore”. L’associazione artistico culturale “Artisti per Ostuni” ha intitolato il Premio Arte 2011, che ha visto coinvolti gli alunni delle primarie e della secondarie di 1° grado di Ostuni, alla memoria di Salvatore Del Coco. Nel 2016 anche l’Amministrazione comunale di Trepuzzi ha denominato una via cittadina a Salvatore Del Coco.
Non c’è niente di più appagante per un artista che ha tanto amato Ostuni e che, forse per primo, ne ha scoperto il fascino pittorico, che l’ha sognata e ritratta nelle sue più svariate espressioni, nelle sue luci, le sue pietre, i suoi volti, le sue attività, che sentirsi contraccambiato dalla stessa città con affetto, stima e ammirazione.